Quando il pettegolezzo supera la realtà

Il borgo (800 anime, più o meno)  è un luogo più che piacevole dove vivere.

E’ dotato di tutti i servizi fondamentali: farmacia, medico condotto, alimentari, posta, 1° e 2° ciclo della scuola primaria, ferrovia, caserma dei carabinieri, …  Sul lato contro la montagna, a meno di 5 minuti dal paese, c’è un bel bosco dove si incontrano scoiattoli, cerbiatti&co.  Dall’altro versante, si distendono al sole i vigneti più alti del Piemonte. D’inverno sei a un tiro di schioppo dalle piste di sci, d’estate non hai che l’imbarazzo della scelta tra camminate, arrampicate, percorsi in mountain bike e motocross.

Insomma, un bel posto in cui vivere se i suoi abitanti non praticassero in modo così sistematico l’arte del pettegolezzo.

Si sa, in un piccolo paese non c’è molto da fare e le novità sono poche. Non si parla di politica (perché non ci si espone). Non si parla dei fatti propri e delle proprie preoccupazioni (che non devono uscire dalla mura domestiche). Ci si lamenta che il Comune non fa mai nulla (ma non si fa nulla per cambiare lo stato delle cose) e della mancanza di questo o quello. Ma finite le lamentele e i luoghi comuni sul tempo che passa e sulle condizioni atmosferiche si rimane senza argomenti. Allora non resta che iniziare a parlare degli altri.

Ci sono diversi tipi di pettegolezzo.

C’è il pettegolezzo voieristico (sai che Pietro/Maria ha l’amante – ma davvero? racconta).

C’è il pettegolezzo denigratorio (sai che il prete ha l’amante – lo sapevo io. troppo giovane e carino. e poi, tutte quelle donne che vanno e vengono dalla parrocchia).

C’è il pettegolezzo a fin di bene (sai che dicono che tuo marito abbia l’amante, io te lo dico perché tu lo sappia – pianto).

C’è il pettegolezzo per ferire (sai, tua moglie ti fa le corna – parolaccia/pugno/altra reazione a piacere).

C’è il pettegolezzo che nasce da uno sbaglio (ho visto tuo marito parlare con — peccato fosse il marito di un’altra)

Infine, c’è il pettegolezzo dimostrativo, cioè quello che serve per dimostrare che tu sei informato dei fatti e conosci molte cose. Questo è tra i più potenzialmente pericolosi perchè chi fa questo tipo di chiacchiere di solito inventa di sana pianta e racconta come fatti sue supposizioni.

Nel borgo, ci sono ruoli diversi nel pettegolezzo. C’è chi ha il compito di raccogliere le informazioni (ficcanasare, insomma, interrogando anche amici e conoscenti del soggetto osservato) e chi ha il compito di diffondere. Questi ultimi hanno anche un ruolo fondamentale nel deformare la notizia di partenza (già presentata con un’ottica molto personale). E ci sono luoghi del pettegolezzo (la sala d’aspetto dell’ambulatorio medico, i negozi, i locali di ritrovo, …).

Un gigantesco telefono senza fini, dove la parola in uscita è completamente altro dalla parola in entrata, che percorre incessante tutto il paese, di bocca in bocca.

Chi è il confidente del pettegolezzo, solitamente ha fiducia nel suo interlocutore e non mette in dubbio la veridicità di quanto dice, non verifica se i fatti sono proprio come vengono raccontati. Anche perché chi racconta ha l’atteggiamento di chi sa con certezza.

La cosa drammatica è che  sulla base del pettegolezzo la gente basa le proprie opinioni e matura simpatie o odi profondi. Così si interrompono relazioni e si consumano vendette e ritorsioni sulla base del … nulla!

Tu che vivi al borgo sai che è così, ciò non ostante, quando il pettegolezzo su di te ti viene riportato, ti stupisci sempre di quando la gente parli a vanvera.

Se hai altro, se lavori fuori, se il borgo non è il tuo unico orizzonte, sorridi, ridi, un po’ ti incazzi ma sostanzialmente ignori. Diverso è se sei fragile, se non hai altri confronti, se la tua vita di dipana in questo borgo del ‘500 senza uscirne mai. Allora, in questi casi, il pettegolezzo ti ferisce, ti rovina i rapporti, ti uccide.

A questo, le malelingue in azione non pensano mai.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in storie dal borgo. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Quando il pettegolezzo supera la realtà

  1. Gian Marco ha detto:

    Anch’io abito in un paese di 800 persone, ti capisco benissimo!
    Dai compaesani spesso si vengono a sapere cose sul proprio conto che prima erano assolutamente sconosciute.
    A me capita sempre poco prima delle elezioni amministrative …e meno male che non mi sono MAI candidato!
    Per esempio, una volta venni a sapere che stavo mi separando da mia moglie (ma figuriamoci!), l’anno scorso, invece, ho saputo che mi sarei candidato chiaccherando con il parroco… meno male che mi ha avvisato il Don, io non lo sapevo ancora 🙂
    I pettegoli sono solo poveri scemi, cattivi e pericolosi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...