riflessioni – e qualche domanda – di una pendolare (non pentita)

riflessione n.1
questa mattina, ore 8,19, porta nuova torino
il treno sta entrando in stazione e il mio occhio cade sulla locomotiva di un freccia argento e subito dopo su un freccia rossa. non posso fare a meno di ammirarne le linee armoniche, dinamiche e il pensiero scivola dalla bellezza alla comodità di viaggiare su un treno che diminuisce di molto i tempi di percorrenza facilitando lo spostamento dei molti che viaggiano tra le città per lavoro (ma anche per puro piacere).
poi il mio treno si ferma: 8,20 perfetto orario e il mio pensiero successivo è stato: la mia vita migliorerebbe in modo esponenziale non se il mio treno viaggiasse più veloce ma se viaggiasse sempre in orario.
poi, in ufficio, ascolto le disavventure della mia nuova collega, pendolare anche lei, su una linea ben più importante della mia. e penso che migliorerebbe ancora di più se oltre a viaggiare in orario i treni fossero puliti (anche se, a onor del vero, c’è stato qualche miglioramento in proposito), confortevoli e i controllori fossero tutti gentili e problem solving oriented.
lo so, son pensieri piccini e utilitaristici e se mi accuserete di sindrome di Nimby. sul primo punto concordo con voi, sul secondo credo di condividere la Nimby con gli altri 55.000 pendolari piemontesi.

riflessione n. 2
nelle stazioni arrivano le telecamere
questa non è una novità, lo so. è già da qualche mese che si sta compiendo l’opera. mentre osservo il proliferare di telecamere nelle stazioni della linea ferroviaria torino bardonecchia, mezze diroccate e abbandonate dal personale delle ferrovie (ma utilizzatissime da pendolari come me e anche, ahimè, dai danneggiatori per diletto), cui spesso si aggiungono le colonnine per la chiamata SOS alla polfer, non posso fare a meno di domandarmi quanto saranno costate. poi vorrei anche sapere (e non ho mai avuto il tempo di indagare, perché credo che i dati siano disponibili, da qualche parte) quanti furti, taccheggi, aggressioni  o altri atti criminali sono avvenuti per giustificare simili impianti e ancora, chi controllerà tutte quelle ore di registrazione? e, infine, pensando a mia madre che non può venire a trovarmi in treno perchè non riesce a salire e scendere dalla pensilina troppo alta nè dalle scale che conducono all’uscita, mi chiedo: ma tutti quei soldi spesi in telecamere &co., non potevano essere spesi per rendere accessibili le stazioni? (che nessuna, da avigliana in su, ha un ascensore e un sottopassaggio utilizzabile dai disabili)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in economia, sociale, vita da pendolare e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...