se le colpe dei padri

ieri ho trovato questa notizia sui giornali: minacce ai figli di imprenditori e politici favorevoli all’opera (l’articolo è di Repubblica ma lo trovate anche su altri giornali). nel breve articoletto si fa riferimento ad una denuncia di Renzo Pinard, il sindaco del borgo. nell’articolo si citano testualmente alcune righe della lettera in cui il primo cittadino fa riferimento ad un episodio di vessazione avvenuto nel liceo di Ulzio ai danni di uno dei figli dell’imprenditore titolare della fallita Italcoge. ora non entro nel merito della vicenda (a scanso di equivoci sono contraria a qualsiasi atto di vessazione, bullismo, aggressione verbale ecc. che avvenga nelle scuole, e altrove, e credo che si debba intervenire in modo deciso) ma voglio esprimere alcune considerazioni che la lettura del fatto mi ha suscitato.
in primo luogo in valle tutti sanno delle indagini che negli anni hanno coinvolto i titolari della Italcoge. l’accusa è sempre stata, in sintesi, quella di associazione mafiosa. questi fatti sono avvenuti PRIMA di tutta la vicenda della torino lione, così come la procedura di fallimento della Italcoge è iniziato MOLTO PRIMA della recinzione dell’area della maddalena, presunta area di cantiere. i primi ad avere usato in modo pretestuoso le proteste del movimento notav per giustificare fallimento ed impossibilità di lavorare sono stati proprio i titolari della ditta fallita. i figli adolescenti non dovrebbero sopportare le conseguenze delle scelte dei padri ma, si sa, che purtroppo non è così (soprattutto, poi, se i figli adolescenti ci mettono del proprio).
la seconda considerazione è relativa  alla citata presunta autorizzazione del preside data agli alunni per manifestare la propria opinione. nelle parole di Pinard io ho colto una vena polemica. dal mio punto di vista, spero proprio che il preside abbia autorizzato tale azione, come spero proprio che in quel liceo (come in tutti i licei) si formi alla capacità di esprimere il proprio pensiero, si insegni la libertà di espressione e si facciano esercitare i ragazzi nella dialettica. e nel confronto democratico delle opinioni. in sintesi spero proprio che in quel liceo sia stato dato ugualmente spazio ai ragazzi che credono che l’opera sia necessaria e sia stato dato il giusto spazio alla discussione e al contraddittorio.

infine, vorrei ricordare a Pinard che lui è sindaco di un borgo che conta all’incirca 800 anime e dove lo sport principale è raccontare (in genere con malignità) i fatti altrui, soprattutto se piccanti.  lui dovrebbe saperlo meglio di me, visto che è originario di lì. allora gli suggerirei di non sbandierare ai quattro venti i motivi del trasferimento di scuola del figlio. qualcuno, meno prudente e rispettoso (per il figlio e la famiglia) di me potrebbe decidere di raccontare ad alta voce un’altra versione dei fatti, nonché andare a rivedere nelle pagine internet (e negli archivi di giornali) dichiarazioni e foto, trovando tracce di fatti che renderebbero assolutamente non credibili le denunce e il vittimismo. cordialmente. ls

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