mamma, arriveranno i blecbloc

mamma, domenica arriveranno i blacbloc, dobbiamo fare attenzione.
chi parla è la mia secondogenita. e io provo una rabbia e una impotenza come in pochi momenti mi è successo e non avrei mai voluto sentire quelle parole. perchè? già, perchè. provo a spiegarlo. purtroppo devo prenderla alla lontana.
per lavoro seguo molto le notizie via web e in questi giorni sto praticamente incollata ai tweet che scorrono nelle colonne di tweetdeck sul mio monitor (sì ho scoperto lo strumento infernale ed ora ne sono dipendente). in due delle colonne affiancate scorrono i tweet delle ricerche salvate #15ott #notav. ecco, quello che si prospettava prima, durante e dopo il 15 ottobre e quello che si continua a prefigurare per la protesta nel borgo è uno scenario apocalittico. un tamtam di venti di guerra che non può che non creare panico ed allarmismo. una sorta di anticipazione catastrofica. ma il problema non è twitter. il vero problema sono i telegiornali, le trasmissioni di approfondimento, i talk show che con la scusa di approfondire per capire sparano scemenze cui, però, la gente (in mancanza di contradditori veri) crede. ora, poichè il martellamento costante e in aumento parla di possibili scontri per la manifestazione prevista per domenica prossima al borgo, il livello di attenzione è altissimo. e parte anche il carosello di luoghi comuni e allarmismi assurdi tra gli abitanti del borgo.
ora, come chi ha vissuto genova 2001 ben sa, il movimento così detto black bloc era un movimento preciso e internazionale, che contestava, seppur in modo violento (e inaccettabile, per me),  la globalizzazione e le violenze erano indirizzate ai simboli del potere ritenuto responsabile di tale processo (banche in primis). ora, quei ragazzi di nero vestiti, inquadrati tutto il tempo dai diversi notiziari televisivi, che hanno da spartire con quel movimento organizzatissimo e determinato? io credo, francamente poco, forse il colore dell’abbigliamento e il tentativo di emulazione, forse. stop. quello che ho visto era teppismo gratuito, lasciato agire indisturbato per troppo tempo per poi intervenire in modo indiscriminato sulla folla (e mi chiedo, ma la digos era tutta qui al borgo? no, perchè se come credo c’era, allora forse è meglio licenziarli, che non sanno fare bene il loro lavoro. o lo sanno fare?). ma la parola blackbloc è bella, suadente, suona bene nel pronunciarla. due sillabe: concisa e piena di significato oscuro. efficace. e allora vai, tutti a parlare di black bloc e predire scenari di guerra e distruzioni e violenze. ora se i black bloc davvero venissero al borgo, io sono sicura che lavorerebbero a fianco dei valligiani per presevare il territorio, per ripulire i sentieri e le vigne dai bossoli dei lacrimogeni, per lavorare al presidio. perchè è questo il significato pieno di antiglobalizzazione: riprendersi i territori, accudirli, preservarli, trarne sostentamento, ricostruire comunità e lagami fiduciari, basati sulla solidarietà e il sostegno. qui nel borgo non ci sono simboli del potere da distruggere: non ci sono gioiellerie, non ci sono bancomat, l’unico sportello bancario è aperto 4 ore un giorno alla settimana (la mattina del giorno di mercato) e spesso non è neanche collegato via web e l’impiegato deve fare tutte le operazioni a mano, come una volta. insomma, solo case, molte delle quali abbandonate, e fontane del ‘500, e orti e vigne e boschi. allora che ci vengono a fare qui i black bloc? nulla. sicuramente, invece, è uno splendido e perfetto teatro per una guerriglia ben fatta. buoni e cattivi, separati da una recinzione di filo spinato, che si taglia facilmente. un sacco di pietre (siamo in montagna). moltissima, moltissima, moltissima gente esasperata e incazzata, a fare da supporto. un angolo di montagna con pochissime vie di fuga. ecco gli ingredienti e la location perfetti in cui scontrarsi per benino, avere moltissimi feriti e, come maroni accusa, magari anche un morto (meglio, per il ministro, fra i blecbloc, però sarebbe più efficace per distruggere tutte le possibili velleità di protesta, fra le fdo, così ci sarebbe un martire e roma&co. avrebbero la definitiva motivazione per l’intervento militare).
e in me l’ansia, ovviamente cresce, e la rabbia anche di più. a cosa serve tutto ciò? a chi serve? sicuramente a creare fratture, defezioni, dissociazioni nel movimento e nell’opinione della gente. divide et impera, è la tecnica più adottata in ogni ambito del potere umano. e allora creiamo una bella frattura nella società, nei movimenti di opinione. utilizziamo i violenti per impedire il diritto a manifestare. diciamo che è colpa loro e vietiamo le manifestazioni per motivi di ordine pubblico. ignoriamo le migliaia di persone che esprimono la loro protesta in modi pacifici. parliamo solo delle violenze e lasciamoli al dibattito al loro interno su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, su di chi è la colpa, su come fare a isolare i violenti, ecc. e continuaiamo bellamente a farci i fatti nostri, a proteggere i nostri privilegi, ad ingrassare la casta. uccidiamo la politica, quella vera, e con essa pure la democrazia, quella vera, già che ci siamo. così almeno, avremo meno lavoro da fare per convincere e cercare consenso.
a me la strategia sembra chiara e agghiacciante nella sua semplicità ed efficacia.
e allora cresce in me l’impotenza e la rabbia e quando sento i miei figli parlare di blackblock&affini, non riesco a reagire con calma.
e poi i bambini non dovrebbero parlare di blackblock, lacrimogeni, digos, cariche delle fdo, come, invece, stanno facendo quelli del borgo. e gli adulti dovrebbero filtrare queste informazioni, raccontandole a misura di comprensione infantile, proteggere la loro fantasia e i loro sogni. oppure tacere, e lasciare che credano ancora per un poco ai buoni e ai cattivi, ai principi e alle fate.
che dovranno affrontare la triste realtà che stiamo loro preparando molto, troppo presto.

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3 risposte a mamma, arriveranno i blecbloc

  1. Marina ha detto:

    Ciao, sono una torinese con radici valsusine. Come Torinese presa da mille problemi da città, come Valsusina no tav dal 2005, prima non avevo capito. Adesso faccio nuovamente fatica a capire. Resto contraria all’opera per l’inutilità, i costi, i danni sociali che si porterebbe dietro, so che il 99,9 per cento di ciò che leggo sui giornali cartacei da cui negli ultimi 40 anni ho tratto le informazioni sono sull’argomento fuorvianti, se va bene, false il più delle volte. Non c’è contradditorio reale, solo un’unica pubblicità “progresso” a cui negli ultimi tempi si è aggiunto un nuovo elemento deflagrante: la violenza.
    Prima i no tav non esistevavo ( marce di decine di migliaia di persone non esistevano nè nelle pagine dei giornali nè al tgr o al massimo ci si faceva un pò di folclore e poi via!, nel dimenticatoio), per anni tutto è rimasto compreso nelle pareti delle nostre montagne, poi piano piano la tecnica è cambiata ed oggi ( ultimi mesi) siamo alla criminalizzazione di tutto e di tutti ( se sei un notav attento ti puoi inguaiare!). Ma, ora, nelle ultime settimane si sentono tamburi di guerra e questo mi spaventa. Non ho paura degli incappucciati, ho paura della violenza che incarnano, non meno che della violenza che rappresentano le fdo in assetto antisommossa.Il movimento è uscito dai monti, ma sta pagando un prezzo elevato, forse troppo per questa visibilità. Non so se il mio commento diventerà troppo lungo, ma ho bisogno di spiegare per spiegarmi e capire.
    L’8/12/2005 al ritorno da Venaus, mi sono sentita per la prima volta a disagio a camminare costeggiando le file di blindati a cui erano appoggiate le fdo a fine giornata, fino a quel giorno per me la vista di uno in divisa in città era un segnale di tranquillità. Così come 8 ore prima avevo visto gente organizzata per la violenza risalire il corteo verso i Passeggeri ed ho provato un senso di estraneità. Ho gioito quando a Torino la marcia con arrivo alla Pellerina aveva dimostarto a tutti il nostro senso civico ( la città era rimasta pulita, o forse lo era più di prima)
    IL 3/07/2011 ho rivisto la stessa gente, molta di più, organizzata non solo per marciare, e se da un lato non li ho sentiti fuori posto, io, col mio zaino e senza mascherina, mi sono sentita non inserita. Ho visto nell’estate una valle militarizzata, sempre col fiato sospeso, spesso ho discusso di Tav , ma sempre con meno dialogo, le posizioni sembrano sempre più radicalizzate sia da una parte che dall’altra ( hanno affamato la valle ben oltre al livello della situazione italiana, ed anche questo ha un suo peso nelle tecniche di governo ). Non amo vedere vetrine infrante o macchine bruciate…non ne vedo il costrutto
    ieri sera mio suocero, quasi 80 anni un Fare poco interessato come posizione, ci telefona mimacciando ritorsioni ” non vi seguo più l’orto” se partecipiamo alla manifestazione, anche lui spaventato dall’arrivo dei blecbloc, entità che vede in tv,di cui sente parlare e nei confronti della quale ha un atteggiamento passivo, non differente da quello di un bambino. Paura e violenza ed in mezzo gente che, come me, vorrebbe vivere in uno stato democratico dove ci si possa esprimere, dove la violenza verbale di certi giornalisti e politici, venga perseguita come istigatrice e non spacciata come verità. Dove non si etichettasse tutto, ma si entrasse nel merito, dove non sa chi sono io lasciasse il posto al : ma Lei chi è?.
    Prima avevo l’impressione che la massa, le migliaia di persone fossero la massa critica che avrebbe evitato il degenerare della violenza, quasi un freno sia per quelli che a differenza di altri si sarebbero trovati in prima fila per un obbiettivo comune e condiviso sia per le fdo. Oggi ho l’impressione che la massa critica sia divenuta ostaggio dello scontro, solo se c’è scontro ha visibilità, ma negativa, senza non esiste in assoluto. Siamo ostaggi della violenza sotto qualunque maschera si nasconda, senza più rispetto reciproco. Gladiatori nel colosseo con politici e lobbies sulle scalinate a vedere lo spettacolo dettandone i tempi e facendo scorrere più veloce la clessidra perchè la data finale si avvicina : questa è l’immagine che mi passa davanti agli occhi.
    Se domenica parteciperò sarà con lo zaino e senza cesoie. Ma debbo ancora decidere.
    Purtroppo neanche questo sfogo mi ha chiarita con me stessa.
    Nel caso conoscete un giardiniere?

    • lasacco ha detto:

      grazie Marina della tua testimonianza.
      anche in me regna la confusione più totale. cosa è giusto, cosa è sbagliato. chi sono i buoni, chi i cattivi. di certo mi cresce la rabbia per quello che i media stanno facendo. di come mistificano (e lo so perchè io in alcuni momenti c’ero. ho visto e ho letto come hanno raccontato). e non ne salvo nessuno. agenzie di stampa conprese, anzi loro per prime. e ora non credo più. a nulla. di certo so che lo spirito di lettura critica dei molti che danno per scontato che quello che viene raccontato sia la verità. confesso che al momento vedo una escaletion di cui non prevedo la fine. però siamo in tanti ad amare il giardinaggio, e, forse, ne usciremo

    • per cristiana ha detto:

      Oggi su tiscali home page “La Ltf, (DITTA APPALTATRICE) intanto, replica alla tesi del movimento No Tav secondo cui le recinzioni del cantiere di Chiomonte sarebbero illegali: “E’ sufficiente l’approvazione del Cipe – spiega la società italo-francese, responsabile della parte comune della futura ferrovia – quell’atto consente tutte le opere le attività previste del progetto, senza necessità di altre autorizzazioni, compresa quella del Comune”.Ma della presunta illegalità di quelle reti fanno un cavallo di battaglia anche quegli amministratori pubblici, come i tre consiglieri comunali di Condove che annunciano di volere essere in prima fila” Ieri sera a Matrix su canale 5 Sallustri dice ai sindaci Valsusini siete vigliacchi proteggete politicamente la popolazione, ma li mandate allo sbaraglio e voi non partecipate replica Plano non condividiamo la disobbedienza civile di Perino, ma tutta la linea del movimento, non la parte violenta e se continua Sallustri andremo anche noi indecisi” . Il movimento ha bisogno della popolazione per continuare le sue marce pacifiche l’Alfano Sonia ha scritto al parlamento EU una lettera bellissima, non c’è nessun assenso sul territorio la popolazione non è d’accordo. Virano ha denunciato Mercalli per la trasmissione su rai tre e il prossimo slogan dei pro tav sarà” LA TAV FA BENE AL FUTURO NON INQUINA NON AMMAZZA STATE TRANQUILLI LA PAGHERETE CON LACRIME E SANGUE DEI VOSTRI FIGLI” ……….sono basita……

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