di donne e di invisibilità

nella trilogia di Pullmann Queste oscure materie, le streghe hanno una straordinaria capacità: quella di rendersi invisibili. non è un dono o un potere magico: è proprio una capacità, coltivata, tramandata, allenata.
di recente ho letto, in sequenza due post bellissimi: se ho sentito la tua mancanza e invisibile. entrambi i post sono l’omaggio di un uomo a una donna, nel primo caso una dichiarazione d’amore che mi ha commossa, nel secondo caso il riconoscimento al valore dell’insegnamento di una professoressa.
in entrambi i casi, l’inno è alla presenza umile, semplice ma costante ed essenziale di una donna. ecco, io credo che questa sia una capacità innata, non in tutte le donne coltivata, che non tutte le donne accettano e considerano positiva, anzi in molti casi rinnegata perchè letta come segno di sudditanza e inferiorità, ma che io ritengo essenziale e potente. dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna, dice un proverbio a cui io credo. perchè la capacità di spianare strade, rimuovere ostacoli, pianificare, garantire il buon funzionamento, organizzare al meglio, e farlo per lo più in silenzio, dietro le quinte, con semplicità ed umiltà, è una capacità preziosa, quella che fa la differenza fra un evento ben riuscito e un evento disastroso, una cena in cui tutti si sentono a proprio agio da una cena in cui ognuno spera di andarsene il prima possibile, una vita famigliare serena da una in cui tutti sono stressati, … e gli esempi sono tantissimi, in tutti i campi.
è una capacità che io cerco si sviluppare e migliorare, in cui spesso trovo soddisfazione. è l’appagamento che deriva dal far funzionare bene le cose e cercare di far star bene le persone.
ma proprio perchè invisibile, questa capacità viene riconosciuta ed apprezzata solo quando manca, oppure a posteriori quando si fa il bilancio delle esperienze. e questo le donne invisibili lo sanno e, anche se a volte hanno dei momenti di rabbia o di scoraggiamento perchè si sentono calpestate e inutili, lo accettano e continuano nella loro operosa invisibilità.

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5 risposte a di donne e di invisibilità

  1. Leonardo ha detto:

    Beh, grazie, anche se un po’ mi sento una merda. Perché se è vero che l’invisibilità di cui parli è un segno, in fondo, di potenza, è vero anche che fa male rendersi conto di quanto siano belle e grandi certe persone che pure dici di amare, e prender coscienza di quanto valore abbiano, proprio nel momento in cui non ci sono più, provvisoriamente o anche definitivamente. E non fa male solo perché, egoisticamente, ci si rende conto di quanta parte abbiano nella propria vita e quanto si stia male senza di loro; no, mi fa male proprio per loro, per il di meno che ho dato (che do=) loro, per la scarsa considerazione mostrata, anche solo per l’occasione perduta di dire loro un “grazie”, un “ti voglio bene”, un “sono contento che tu sia con me”. Oggi mia moglie, ieri mio padre, domani mia madre. Basterebbe così poco, eppure il carattere di finta palta e la faccia di quello che se la cava da solo e non ha bisogno di nulla richiedono questo e altro, il far finta di ignorare e lo sminuire il ruolo altrui. Finendo per farmi del male e per farne a chi più amo. Meno male che amo persone intelligenti, che sotto la finta palta sanno bene quanto voglia loro bene, però, insomma, meh.

    • lasacco ha detto:

      le donne, le persone, che sanno e hanno scelto di essere invisibili sono, a mio giudizio, sempre piuttosto intelligenti e sanno trarre gratificazioni dal loro lavoro. poi questo non significa che bisogna non riconoscerne il valore e calpestarle. in questo senso, tu hai già detto tutto, nel tuo commento

  2. lo scorfano ha detto:

    Grazie 😉
    Io non avevo interpretato in questo modo il comportamento della mia prof: o meglio, avevo trascurato il lato “femminile” della questione. Ma, almeno in questo caso, credo che gli uomini insegnanti (me compreso) debbano solo imparare. Io ero partito in realtà, oltre che dal ricordo personale, da un verso di una canzone di Fossati (il cui titolo è omaggiato nel titolo del mio post) che dice: “Ogni buon maestro che si fa invisibile”. Era, in gran parte, un invito rivolto a me stesso.

  3. lasacco ha detto:

    a volte ci sono coincdenze che mi fanno un po’ paura. tipo la prima lettura della liturgia cattolica di domani: dal libro dei Proverbi (Pr 31,10-13.19-20.30-31)
    Una donna forte chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. Gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. Stende la sua mano alla conocchia e le sue dita tengono il fuso. Apre le sue palme al misero, stende la mano al povero. Illusorio è il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani e le sue opere la lodino alle porte della città.

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