il primo post del 2012 e un presepe

 

l’ultimo giorno dell’anno, o il primo giorno dell’anno nuovo, è sempre tempo di bilanci e di propositi, buoni o meno buoni, di speranze, di progetti e cambiamenti.
quest’anno, invece, per me no. non per calcolo, nè per strategia. forse solo un po’ per stanchezza.
il 2011 è stato un anno brutto, bruttissimo. non dal punto di vista lavorativo, che mi ha dato parecchie soddisfazioni. e neanche famigliare, che gli eredi crescono e per il momento piuttosto bene. no, brutto, bruttissimo per tutte le cose successe fuori dal mio privato e che mi hanno vista, mio malgrado, coinvolta.
non voglio riprendere qui i discorsi, non voglio ripercorrere gli avvenimenti, voglio solo riflettere sull’eredità che mi hanno lasciato: un generale disincanto, una profondissima sfiducia e una profonda stanchezza. e no, non sono ottimista per il 2012. non ne ho motivi. posso solo aspettare che passi e che il mondo si svegli dal letargo, che i giovani si apprioprino del loro spazio nel mondo, che le cose siano andate così male che l’unica possibilità è alzare lo sguardo e rimettersi a lavorare per ricostruire. qualcosa di migliore. qualcosa di più bello.
c’è, però, un augurio che voglio fare. qualcuno, qualcosa a cui pensare.
sto pensando al borgo, a questo borgo del ‘500, ferito, decadente, sempre più chiuso in se stesso. spero che la gente smetta di pensare ai fasti del passato e a come sfruttare i villeggianti (danneggianti, qui qualcuno li chiama) e si attivi per rendere bello e attraente questo paese che è un ecosistema quasi perfetto. spero davvero che questo splendido borgo, che al momento splendido non è ma che ha tutta la potenzialità per esserlo, sia in grado di rialzare la testa, di affermare con uno scatto di orgoglio che questo è un bel posto dove venire a trascorrere le vacanze e, perchè no, pure a vivere.
e come scusa per visitare questo borgo perchè non approfittare delle feste natalizie per visitare il presepe?
da circa 30 anni, Walter prepara il presepe nell’angolo della chiesa parrocchiale, quello subito vicino alla porta d’ingresso, sulla sinistra. è un presepe meccanico, che rappresenta l’intera vita di un paesello. c’è il pastore con le pecore, il tosatore, la lavandaia, la filatrice, il panettiere, il pescatore, la donna che gira la minestra nel paiolo, il falegname, il mugnaio che macina, i fiumiciattoli, la ruota del mulino che gira sotto la spinta dell’acqua, i pastorelli, gli animali, le casette con i tetti di ardesia, la grotta con il bambinello e la madonna e giuseppe e il bue e l’asinello… e i monti con le piante verdi, il muschio, le montagne e le vallette e le staccionate e i mucchi di legna e …
insomma un presepe bellissimo, la cui creazione richiede cura e impegno, la cui preparazione dura tutto un anno e che fa rimanere incantati grandi e piccini. e io, mentre lo guardo con la bocca spalancata e gli occhi brillanti, ogni anno ancora più bello di quello dell’anno prima, spero che Walter non metta in pratica la dichiarazione che fa ogni anno e che recita questo è l’ultimo anno che faccio il presepe.
nota: le foto sono gentile concessione del parroco di Chiomonte, don Gianluca Popolla
e grazie, davvero, di cuore a Walter per la cura e l’attenzione che ogni anno dedica alla preparazione del presepe di Chiomonte

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