il 20 gennaio è san sebastiano al borgo (ma anche altrove)

priori, priore e angioletti a san sebastianoecco, io fino a 6 anni fa quasi non lo sapevo. cioè, sì sapevo che il patrono del borgo è san sebastiano, però se mi avessero chiesto quando viene festeggiato san sebastiano non avrei saputo rispondere.
poi l’erede maggiore ha iniziato la scuola che il giorno del patrono, san sebastiano appunto, è chiusa. ma non ho memorizzato la data fino a un anno dopo, quando l’allora 4enne non è arrivata a casa accompagnata da una coppia di giovin di bell’aspetto del paese ripetendo incessantemente che lei voleva fare l’angioletto e io dovevo dirle di sì.
torno indietro di un passo. quel pomeriggio avevo lasciato l’allora 6enne a casa di una mia amica la cui figlia è sua coetanea e amica. naturalmente aveva voluto anche fermarsi la sorella, invidiosa e gelosa del fratello, e, abitando molto vicine, io e la mia amica glielo avevamo concesso. mentre i due erano là, dunque, erano passati Valentina e Claudio a chiedere se la figlia della mia amica voleva fare l’angioletto. alla sua risposta negativa, avevano chiesto al mio erede che, da maschio italiano tutto di un pezzo aveva risposto né ora né mai. la mia secondogenita (che non è seconda proprio a nessuno in quanto a vitalità ed egocentrismo) aveva iniziato a dichiarare a gran voce che lei sì che voleva fare l’angioletto e che quello era proprio il sogno della sua vita. a quel punto i due giovani, conoscendomi, avevano deciso di venirmi a chiedere direttamente. Non ho potuto che dire di sì e da allora la festa di san sebastiano è divenuta appuntamento fisso, anche perchè la mia erede ha fatto l’angioletto finchè ha potuto e quest’anno, che ormai era troppo grande, ha seguito il corteo senza mai staccarsi dal gruppo degli angioletti e dei priori.
la festa di san sebastiano, al borgo, ha origini presumibilmente seicentesche ma è a fine del”800 che trova la forma che viene tramandata ancora oggi.
ogni anno, i ragazzi e le ragazze tra i 18 e i 25 anni, non sposati né con figli, formano il gruppo dei priori e delle priore di san sebastiano. naturalmente partecipare come priori e priore è una scelta individuale e, negli anni in cui ci sono molti giovani, ci si mette d’accordo su chi ricoprirà quel ruolo quell’anno. con il passare degli anni, anche le tradizioni di ammodernano, così il numero di coppie, che nel passato era fissato in 7, oggi è del tutto variabile. priori e priore indossano gli abiti tradizionali che gli antichi abitanti del borgo usavano nei giorni di festa. ogni coppia di priori ha un paio di angioletti per mano, bambini di età compresa fra i 4 e gli 8 anni, che si chiamano angioletti proprio perchè son vestiti da angelo.
la festa di san sebastiano oggi dura uno o due giorni: se cade di domenica, si festeggia solo quel giorno, nel caso il 20 gennaio sia un giorno infrasettimanale si festaggia il 20 e si replica la domenica successiva.
le giornate si articolano così:
al mattino: messa solenne, che termina con la distribuzione di pane benedetto e ballo in piazza
pranzo al ristorante per priori e angioletti
nel pomeriggio: sfilata per il paese con i priori che fanno ballare la “punta” e le priore e gli angioletti che ballano fra le persone. il tutto accompagnato dal suono festoso della banda degli alpini. la sfilata per le vie del borgo è allietata da punti di sosta, dove le famiglie dei priori e delle priore rifocillano gli intervenuti con dolcetti e bibite.
la punta (puento, in patuà) è una struttura (copio dal sito del comune di Chiomonte a forma di fuso, alta tre metri, con intelaiatura in metallo leggero, montata su un sostegno tubolare che termina con quattro bracci, per consentire la presa. E’ ricoperta da una fodera a spicchi che a sua volta è totalmente guarnita da nastri di varie dimensioni e colori, ghirlande e altre decorazioni. A metà altezza spicca una larga fascia sulla quale appare la scritta “W. S. Sebastiano” e con lo stemma di Chiomonte, dipinto.
La “Puento” un tempo veniva montata e smontata di volta in volta, per cui la sua confezione, che richiede parecchio tempo, iniziava già ai primi di gennaio. I lunghi nastri sgargianti, di pregio, quasi tutti in seta, venivano prestati dalle famiglie del paese e avrebbero il significato popolare di legame di amicizia tra le famiglie ed il Santo Patrono.
senza dubbio nel tempo la festa ha assunto toni sempre meno religiosi e più goliardici, forse si sono persi dei significati per strada, ma rimane un bel momento di festa, allegro e vivace, grazie anche all’ottimo vin brulè, che in quei momenti ben pochi rifiutano ;D

Nota: tutte le foto sono state scattate da Simon Cascioli, 2011, tutti i diritti riservati

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