una ordinaria giornata da pendolare (più un’appendice il giorno dopo)

19 gennaio, 8,30, stazione di Collegno:
sto chiacchierando con una mia amica. sono seduta nel piano di sopra, siamo fermi ma continuo a chiacchierare: non è raro che il treno si fermi in qualche stazione per qualche motivo sconosciuto da noi pendolari (a volte temo pure da trenitalia). per caso butto l’occhio fuori dal finestrino e vedo un fiume di gente scendere e dirigersi verso il capolinea della metro. lo dico a voce alta, la mia amica (più pronta di me) si alza scende cerca di capire: la linea è interrotta per accertamenti giudiziari. in pratica una persona si è buttata sotto un treno: linea interrotta. raccattiamo le nostre cose (che si sa le pendolari sono sempre cariche che manco la befana o babbo natale), ci fiondiamo a prendere il pulman che ci porta alla metro, saliamo su un bus di linea che dovrebbe contenere 116 persone in piedi e ne conterrà almeno 300 (eh, ma ci serve per empatizzare con le sardine nelle scatole di latta, suvvia), prendiamo la metro (che per fortuna difficilmente è piena perchè passando ogni 2 o 3 minuti la gente non si accalca). finale: arrivo in ufficio con 30 minuti di ritardo. tutto sommato mi è andata bene.

19 gennaio, 15,20, Torino Porta Nuova
sono arrivata trafelata pochi minuti prima della partenza (sempre poco prima di uscire dall’ufficio arriva la telefonata a cui dici di non voler rispondere ma poi pensi che possa essere qualcuno di importante e rispondi), treno al binario, molta gente, la voce sintetizzata dello speaker virtuale annuncia la partenza. bene, cerco un posto comodo. lo trovo in prima carrozza a fianco del capotreno. mi sistemo, apro il mac, collego la chiavetta. 15,30: nessun segno di movimento. la gente inizia ad insospettirsi, molti dei passeggeri diretti nelle fermate intermedie scendono e si spostano sul treno del binario a fianco, in partenza alle 15,45. arriva la capotreno (una mia compaesana). le chiediamo spiegazioni: non ha idea se pariremo o no. ci spiega che il treno ha problemi tecnici, che era già arrivato in ritardo dalla corsa precedente e, per non rischare di fermarsi sulla linea (magari anche in galleria) lei e il macchinista hanno deciso che non ripartiranno finchè il guasto non sarà aggiustato. le chiediamo se il treno ripartirà, ci mostra il telefono che ha al collo e ci dice: pensate che qualcuno mi dica qualcosa? comunque, appena lo so vi avverto. 15,50… 16 … 16.10: arriva la capotreno e ci dice che il treno è soppresso. lo dice anche la voce sintetizzata. chi non si sbriga rimane chiuso dentro perchè le porte vengono chiuse. interviene, dopo ripetute telefonate a non so chi, la capotreno che apre le porte con la ciave di emergenza. arrivo a casa alle 17,30 con l’erede minore incavolata perchè voleva organizzare di vedersi con la sua compagna di classe e ormai è tardi. evvabbè: meno male che la giornata è quasi finita.

20 gennaio, festa patronale di San Sebastiono, ore 7,30, stazione del Borgo
io e la 9enne siamo in perfetto orario. oggi è festa ma io ho un impegno in città e devo scendere. mi porto dietro una 9enne scontenta: lei vuole seguire san sebastiano, cioè la festa del borgo che è una festa che coinvolge tutto il paese e vede protagonisti i giovani e i bambini. inoltre, ha dovuto alzarsi presto in un giorno di festa. siamo in perfetto orario: saliamo in sala di attesa per fare il biglietto. una signora mi chiede se il fatto che sul tabellone ci sia scritto cancellato significa proprio che il treno non partirà.
le parolacce, se volete, ditele voi

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Una risposta a una ordinaria giornata da pendolare (più un’appendice il giorno dopo)

  1. cristiana ha detto:

    ********** queste sono le parolacce, per un sistema che fa schifo in un paese che fa pena, sembriamo la concordia pronti ad affondare da un momento all’altro trascinandosi dietro meraviglie che appartengono al nostro passato……..Ma io ho una teoria non mi lamento più non sputo nel piatto dove mangio piuttosto sarebbe ora di schiodare altra vita altro paese meno merdoso di questo e non parlatemi più di patriottismo non so cosa sia e non posso insegnarlo.

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