di neve e carabinieri

8 dicembre, giorno dell’immacolata, mi alzo tardi e poltrisco un po’. alle 10, mentre sono ancora in pigiama e devo fare colazione, suona il telefono. rispondo.
ciao, sono c., hai la macchina in piazza?
ciao, sì
beh, ti suggerisco di andare a toglierla. stanno di nuovo presidiando.
non ha bisogno di dire altro. ho già capito: ci sono di nuovo i blindati dei carabinieri.
dopo tutta l’estate in cui regolarmente blindati di carabinieri armati di mitra allestivano posti di blocco itineranti, di cui uno fisso alle 19,30 in piazetta, era già successo qualche giorno fa: la mia macchina al centro della piazza circondata da blindati e decine di carabinieri in tenuta antisommossa. ma l’altra volta non aveva nevicato, non era festa, io non ero in pigiama ma stavo tornando dal lavoro.
stamattina avrei voluto urlare: ero ancora in pigiama, faceva un freddo boia, la macchina era piena di neve e non sarebbe stato immediato spostarla. provo ad andare dal consorte: è sotto la doccia. quindi tocca a me vestirmi velocemente e uscire, armata di una pericolosissima paletta di plastica. arrivo in piazza: 5 blindati, non so quante auto e neanche quanti carabinieri, non in tenuta antisommossa, solo armati. vestita da villana con un cappellaccio di pile in testa, mi avvio verso l’auto. prontamente un carabiniere mi si para di fronte chiedendomi dove vado. a spalare la neve dall’auto, rispondo non molto amichevole. favorisca i documenti, risponde quello.
ora, io non so voi, ma io solitamente non vado a spalare la neve dall’auto con i documenti in tasca. come non vado a portare l’immondizia con i documenti in tasca. e, a pensarci bene, non vado neanche in giro per il borgo con i documenti in tasca.
lo guardo perplessa e gli dico
documenti? e lui
non ce li ha? e io di rimando
devo spalare la neve dall’auto, non pensavo ci volessero i documenti. se mi dà qualche minuto li faccio portare o li vado a prendere
e lui venga con me
a quel punto ormai ero furibonda e iniziavo a fumare dalle orecchie. il giovine zelante carabiniere deve aver compreso qualcosa perché anziché aspettare che io mi avvicinassi all’auto ha chiamato il collega e ha fatto avvicinare lui a me. mi dica i suoi dati.
così 
ho iniziato a dettare a voce altissima  i miei dati scandendo le parole manco parlassi con dei sordomuti. nelle retrovie qualcuno iniziava a ridacchiare.
dopo la via mi chiede: susa?
cioè come susa, se ti dico che abito qui dietro l’angolo davanti alla casa del sindaco, perché mi chiedi se risiedo a susa?
oddio, l’ho confuso e non sa manco più dove si trova.
finiscono di scrivere e mi ringraziano. a quel punto devo far scongelare la macchina: il consorte dovrà andare via da lì a poco, e il gelo della notte ha cristallizzato la neve sui vetri. per cui, sempre a voce molto alta dico
rientro in auto e metterò in moto senza muovermi perché devo far scongelare i vetri. qualcuno annuisce, altri mi dicono
non si preoccupi, signora (nel frattempo devono aver fatto i calcoli e stabilito che sono più vicino ai 50 che ai 40).
entro in auto accendo il motore e dopo un po’ la ventola. passano circa 10 minuti. esco, provo a vedere se il ghiaccio di stacca: ci vorrà ancora un po’. nel frattempo, accendo la musica, telefono al consorte e alla mia vicina. e guardo fuori che succede.
i carabinieri fermano un’auto dietro alla mia che vuole andare alla centrale. scambiano alcune parole: da ciò che si dicono capisco che sono cittadini dell’ordine in borghese.
finalmente il ghiaccio si scioglie. ormai non posso spostare l’auto nel parcheggio più in là: sanno che sono senza documenti, se mai dovessi tentare di spostare l’auto scatta pure una multa. così spengo, chiudo, saluto. tre carabinieri si avvicinano. uno, un po’ più anziano degli altri (probabilmente anche di un grado maggiore: aveva un cappello diverso e non era in tenuta antisommossa, ma confesso che non so nulla di corpi militari, quindi non li so riconoscere) mi dice
signora posso darle un consiglio?
mi dica, rispondo gentilmente con gli occhi che lanciano lampi.
la neve si deve togliere quando è fresca, se no ghiaccia e si fatica il doppio.
ah, bè, questo sì che è un ottimo consiglio. ora che lo so, uscirò non appena finisce di nevicare, anche se è piena notte, per togliere la neve!
me ne torno a casa. incazzata e nello stesso tempo sfiduciata come non mai.

ps: nella mezz’ora circa che è durato il tutto, hanno fermato anche altre persone fra cui un altro conpaesano. è uno dei 3 produttori di vini locali ed è il più “registrato” della storia del borgo. per tutta l’estate, ogni santa mattina alle 6 doveva fermarsi almeno mezz’ora al blocco della centrale per il controllo dei documenti. ogni santa mattina, alle 6, per oltre mezz’ora, per oltre 3 mesi. e la storia continua.

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