angel’s pizza

la neve è scesa fino a poco fa ed ha ricoperto tutto di un bianco immacolato. ora è uscito il sole: scintille dorate che si rincorrono fra i fiocchi appena scesi. raggi che illuminano le montagne. le sue montagne.
la terra e gli uomini si preparano a salutare il corpo di Luca.
Luca, sorriso timido, animo gentile. sempre un po’ paura di disturbare.
una vita tormentata che mai gli ha tolto il sorriso, il sorriso delicato, di persona buona. un amore incondizionato per la montagna, per il borgo, per Gaia – la figlia, per la moglie. già, due anime gemelle che si sono incontrate, per completarsi. lo yin e lo yan, l’equilibrio e la creatività. insieme per essere uno.
e questo nessuno glielo toglierà mai, a Cristiana: la certezza di aver vissuto gli anni migliori con l’uomo della sua vita, l’unico.
Luca, che ora starà loro vicino sempre, forse ancora più vicino di prima. che le proteggerà, che veglierà su di loro, anche quando loro, magari in un momento di disperazione, non se ne accorgeranno.
ho avuto la fortuna di incrociare Luca, nella mia via. poco, forse, ma quanto basta perché ne senta la mancanza. perché mi accorga del vuoto immenso che lascia nel mondo degli uomini.
Luca è scivolato via, proprio quando ormai il pericolo sembrava scampato, quando la guarigione era a portata di mano.
e il mio pensiero va, in queste ore buie e tristi, a quell’unica volta in cui, di recente, abbiamo mangiato insieme e io ho cucinato la pizza peggiore della mia vita. a lui, amante della buona pizza, l’unica cosa che mangiava anche nei suoi giorni di malattia.
mi ero ripromessa di cucinarla di nuovo, una volta che lui fosse stato a casa. per dimostrargli che la pizza so cucinarla, che di solito mi viene bene e per sapere il suo giudizio.
e niente, ora non potrò più riscattarmi. so che lui mi sorriderebbe, con gli occhi miti e mi direbbe, un po’ mentendo, che non importa che quella era comunque buona.
però, forse, non tutto è perduto.
chissà se esiste un servizio di pizza express per gli angeli?

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