La soluzione finale (a proposito di immigrazione)

è un periodo che cerco di leggere poco i giornali e di non guardare per nulla la tv. anche il web lo frequento poco: sono troppo presa dalla rl (real life, ndt) e se proprio ho del tempo libero e non mi addormento preferisco leggere. purtroppo, però, ogni tanto mi capita di intercettare qualche notizia o di vedere qualche stralcio di tv (tipicamente trasmissioni a contenuto politico che piacciono al consorte). e il tema che intercetto in questi giorni è unico: basta immigrati.
gli immigrati sono accusati di ogni cosa, in primis rubare il lavoro ai poveri giovani italiani che, a causa loro, sono disoccupati.
ecco, dopo un primo travaso di bile (tutti i dati smentiscono le varie affermazioni a proposito di invasione eccetera eccetera) ci ho pensato, lucidamente, serenamente.
e sono giunta a una conclusione: via tutti gli immigrati, ecco.
ma poiché sono integralista, dico via tutti gli immigrati fin dalla x generazione, cioè pure i figli di figli di figli di immigrati tornino a casa loro. I magrebini in magreb, i veneti in veneto, i piemontesi in piemonte, i siciliani in sicilia, … permettendo agli italiani all’estero di tornare (nota: sempre a patto che gli italiani all’estero vogliano tornare, – per periodi più lunghi delle vacanze – cosa di cui dubito seriamente) … naturalmente dovranno anche sparire i prodotti non originari dell’italia: quindi le patate e i pomodori in america, le spezie in oriente, e così via.
forse, finalmente, il problema si risolve: l’italia (a tasso demografico sotto zero) finalmente si spopola e diventa terra di conquista. rimarranno solo vecchi abbandonati (le badanti rumene&co, saranno tornate a casa loro), giovani attaccati al loro iphone ad ascoltare la musica, senza specializzazione e senza aspirazioni (che così li stiamo crescendo nella maggiorparte dei casi) nessuno più a  raccogliere pomodori, a lavorare nelle fonderie, a fare gli infermieri, a lavorare nei mercati, … solo per fare qualche piccolo esempio.
così, forse, si potrà ripartire da zero per provare a costruire una cultura basata sulla accoglienza e la comprensione delle diversità, cultori di quel meticciato che ci ha resi grandi nel mondo e che ci ha contraddistinto nei secoli.
NB: che poi, diciamolo, se l’homo sapiens fosse stato a casa sua, in Africa, non ci troveremmo in questa situazione, per dire ;D

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