25 novembre 2034

una volta, il 25 novembre era la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. in quel giorno, sulle prime pagine dei giornali, nelle trasmissioni televisive e in ogni dove sul web venivano proiettate immagini di donne violentate, livide di botte, sfigurate dall’acido, donne colpite dalla violenza maschile in ogni parte del mondo. in quel giorno si alzavano a gran coro le voci di chi diceva che era ora di far smettere la barbarie, unite al coro di chi protestava che non serviva far vedere volti tumefatti ma occorreva reagire. il 25 novembre si faceva un gran rumore.
poi il 26 le voci diminuivano e dal 27 in avanti rimaneva solo qualche dichiarazione sparsa, poco ascoltata, isolata. continuavano, invece, le violenze e le donne continuavano a essere sole nella lotta quotidiana contro gli abusi grandi o piccoli di ogni giorno, a fare i conti con gli stipendi inferiori, le minori possibilità di accesso ai posti di comando, a dovere cercare di conciliare le cure famigliari con i ritmi di lavoro, a subire umiliazioni più o meno grandi, a fare i conti con il luogo in cui si nasce. donne sole, vittime o meno, ma sole, nella rabbia e nell’impotenza.
ma nel silenzio, giorno dopo giorno, sempre più crescevano donne consapevoli del proprio valore, fiduciose della propria forza, donne che senza rinunciare alla propria femminilità, né al proprio modo di essere, sono cresciute libere dai sensi di colpa, orgogliose delle proprie idee e della propria diversità. donne che hanno iniziato a muoversi nel mondo senza autolimitarsi, che hanno considerato la loro maternità un punto di forza e non una limitazione, che hanno imposto visioni e modelli organizzativi che hanno permesso di cambiare i tempi di lavoro e i modelli di carriera. donne generatrici di vita e portatrici di gioia, che hanno saputo difendersi e difendere, che hanno saputo creare e sconfiggere.
e poi queste donne hanno alzato lo sguardo e hanno visto che erano in tante e si sono unite e hanno coinvolto gli uomini e hanno rivoluzionato il mondo e non c’è stato più scampo per la violenza.
perché donne e uomini si sono uniti per creare un ordine sociale basato sul rispetto per le diversità, fonti di ricchezza e crescita e non di divisione.
e la giornata del 25 novembre è diventata una giornata normale, in cui si festeggia la vita, come ogni giorno.

ecco, cosa mi piacerebbe leggere, il 25 novembre di un futuro non tanto lontano. e mentre leggo tante voci sul 25 novembre, segnalo una bellissima iniziativa di sensibilizzazione di un gruppo di studenti di Pinerolo  che, concretamente, agiscono

Invito evento25 nov vero

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