#cassandrate 12: il mio problema con l’acquisto di abbigliamento

sono i manichini e gli specchi delle cabine prova. cioè, passo davanti alle vetrine, vedo, chessò, un bell’abitino, semplice ma elegante, di classe, decido di dare una svolta al mio look. entro cerco la taglia lo provo. l’immagine che lo specchio rimanda è solitamente terribile: la taglia 40 che sul manichino rimandava ad una immagine di classe e raffinatezza, è diventata su di me una taglia 48 che rimanda ad una casalinga sfatta e con le vene varicose. solitamente esco senza aver comprato nulla e, depressa, mi infilo in una pasticceria (peggiorando, ovviamente la già drammatica situazione). non c’è speranza: o cambiano manichini e specchi o io sarò destinata a vestirmi di stracci. ps: c’è anche un’altra soluzione: trovare un ricco possidente che si innamori pazzamente di me, lasciandomi la sua carta di credito che mi permetta di entrare in atelier altamente esclusivi dove confezionino abiti su misura perfetti per me (ma a quel punto è anche probabile che io abbia tempo e soldi per frequentare abitualmente le più esclusive beauty farm e che stuoli di massaggiatori, estetisti&co. abbiano realizzato un miracolo sulla ciccia decadente, ;D)

Annunci
Pubblicato in blog | Lascia un commento

#cassandrate 11: Torino, terra di santi e di eroi

e io mi sono davvero stufata, sia del protagonismo degli uni sia di quello degli altri.

prendo atto che collaborare non fa parte del modus operandi né degli uni né degli altri, e contemplo con molta tristezza l’enorme spreco di risorse in questa corsa per avere sempre un posto sul palco, corsa che vince chi sgomita di più.

Torino, città di corridori soli, poco sociali e per nulla innovatori

Pubblicato in blog | Lascia un commento

#cassandrate 10: sviluppiamo l’empowerment per favorire la resilienza delle persone

frase sentita ieri ad un convegno.
si accettano traduzioni in lingua comprensibile, ;D

Pubblicato in #cassandrate, sorridere | Contrassegnato | Lascia un commento

#cassandrate 9: prepara un pitch per il workshop

slide, kick off, social innovation, pitch, thinking design, social model business canvas, coworking, cohousing, share economy, share value, smart city, digital divide, crowdfunding, start up, ceo, project manager, empowerment, … (potrei continuare per ore).
sono solo delle pochissime parole inglesi con cui vengo bombardata ogni giorno e che farciscono programmi di convegni, discorsi, documenti.
perché nell’italietta in cui vivo, non sei moderno e non sai innovare se non lo dici in inglese.
e io ogni volta mi chiedo: ma costoro avranno mai messo piede in un dormitorio o in una comunità?

Pubblicato in blog | Lascia un commento

in nome del contenimento della spesa scolastica

ho lasciato passare tutta l’estate prima di scrivere questo post.
non a caso, ma perché volevo che la rabbia sbollisse e volevo cercare di essere il più obiettiva possibile. non credo che il tempo sia servito, molto.

il prologo:
metà mattina di fine maggio. sono al lavoro. suona il cellulare: il numero della scuola media dei miei figli. al telefono la professoressa coordinatrice della classe terza. mi dice che è successa una cosa grave: la professoressa di matematica, per un errore formale indipendente dalla sua volontà, non potrà presenziare all’esame finale. la vicepreside, responsabile del plesso scolastico, ha convocato una riunione con i genitori rappresentante di classe.

il fatto:
la vicepreside ci spiega che le ore della cattedra di matematica della classe terza risultavano vacanti a causa della riduzione di orario per maternità della docente titolare. la supplenza (6 ore complessive) è stata affidata alla professoressa C. che ha accettato, essendo già stata l’insegnante di quella classe il primo anno ed avendo instaurato con i ragazzi un legame positivo di collaborazione e stima. ora, l’incarico termina con la fine della scuola e deve essere rinnovato per le (poche) ore in cui è prevista la presenza dell’insegnante durante l’esame. l’incarico, però, non è attivabile perché la professoressa C. risulta sostituta delle professoressa F., che però, essendo l’insegnante di un’altra terza, sarà fisicamente presente in sede durante i giorni di esame. in pratica il sistema dice: come può C. sostituire F. se F. è regolarmente in servizio?
tutte le ipotesi avanzate per cercare di risolvere il problema (compresa la presenza a titolo gratuito dell’insegnante C.) non possono essere attuabili. non c’è verso di uscire dal paradosso e non possono essere spesi dei soldi in più (neanche se le pagassero direttamente i genitori). risultato: vince la burocrazia e il dictat del contenimento della spesa e l’esame è coperto dalla prof F. (che non conosce i ragazzi minimamente).

epilogo:
i ragazzi si sono diplomati lo stesso.

le considerazioni:
– la burocrazia ha vinto sulla ragionevolezza: l’impotenza di insegnanti e genitori è a mille e la rabbia contro il sistema pure
– la dedizione dell’insegnante, il suo rapporto con gli alunni, la sintonia che si crea nel gruppo classe tra chi ha il compito di educare e accompagnare la crescita (non solo di trasmettere notizie) e i ragazzi non è un parametro che viene tenuto in considerazione. a nessuno frega nulla e non c’è nessun riconoscimento se l’insegnante fa e dà molto. tutti sono pronti a sparare a zero (a parole, che poi nei fatti il sistema si rivela inefficace lo stesso) se l’insegnante fa poco o nulla o è incapace
– i risultati in matematica sono stati in alcuni casi sotto le prestazioni dell’anno, soprattutto per alcune ragazzine: si sa a 13-14 anni l’ansia da prestazione è altissima, e la presenza “amica” e rassicurante della professoressa che ti conosce e che stimi, con cui hai una relazione autentica, può essere importante. ma tant’è, è stata la loro prima prova d’esame e non sarà l’ultima. cresceranno. diventeranno più forti e impareranno (forse) a gestirsi l’ansia a suon di situazioni analoghe
– la spesa prevista per la presenza della professoressa sarebbe stata nell’ordine di un centinaio di euro, o poco più. meno del costo del cellulare di uno qualsiasi dei suoi studenti

le domande (probabilmente inutili):
– perché la scuola si è accorta solo al momento dell’inserimento dei dati del problema?
– perché il “sistema” blocca e frena continuamente gli insegnanti (e non sono pochi) che amano il loro lavoro e lo fanno con passione e dedizione?
– perché siamo così stolti da non capire che non serve l’università per tutti, ma servono scuole dell’obbligo e insegnanti che davvero possano fare il loro mestiere educativo con mezzi e strumenti adeguati, in strutture non fatiscenti per sostenere la crescita dei ragazzi non solo dal punto di vista cognitivo, ma soprattutto come nuovi cittadini responsabili e educati all’impegno civile e alla legalità?
– perché quando parliamo di riforma scolastica ci riempiamo la bocca con parole come contenere la spesa, togliamo privilegi (quali?) agli insegnanti, rendiamo la scuola più moderna, e così via, ma non ci facciamo guidare dalla semplice domanda: che cittadini vogliamo far crescere? e adeguiamo la scuola di conseguenza?

in ultimo un doveroso ringraziamento alla professoressa C.: grazie per aver creduto nei ragazzi, grazie per averli sostenuti anche fuori dai suoi “doveri istituzionali”, grazie di aver voluto essere la loro professoressa anche se l’incarico era solo di 6 ore (e il “costo” dell’incarico era decisamente maggiore della sua contropartita monetaria), grazie per esserci stata.

Pubblicato in #cassandrate, personale, politica, scuola | Contrassegnato , | Lascia un commento

#cassandrate 8: sostegno scolastico

a dire il vero, io, nella maggiorparte dei casi, il sostegno lo darei ai ragazzini per sopportare i genitori, che avrebbero molto bisogno di corsi di recupero e strumenti di intervento ad hoc.
#ecco

Pubblicato in blog | Lascia un commento

#cassandrate 7: l'”esaltante” estate

in estate
le belle sembrano più belle, le bionde più bionde
le giovani più giovani e le vecchie più raggrinzite
le abbronzate sembrano più abbronzate e le mozzarelle più bianchicce
le magre sembrano più magre
mentre le grasse sembrano grasse uguali, ma mostrano con più disinvoltura le carni abbondanti, soprattutto se sono abbronzate
insomma: se sei vecchia, bianchiccia e grassa, in estate hai qualche possibilità di vivere più serena, perché l’estate (soprattutto se calda) esalta la vita e se ne straciccia del pudore e della ritrosia (e dei giudizi della gente)

PS: in realtà esalta anche la follia, le puzze, le tensioni, … ma questo vuol essere un post positivo ;D

Pubblicato in #cassandrate, sorridere | Lascia un commento

#cassandrate 6: reply to … are you sure?

ho una richiesta per gli sviluppatori di software: fate qualcosa per il tasto reply to all nei client di posta.
capita che qualcuno mandi una comunicazione via email a una lista di destinatari in chiaro. capita che qualcuno di questa lista risponda a tutti perché tutti devono sapere. ma soprattutto capita che la maggior parte dei destinatari risponda al mittente cose del tutto inutili per tutti gli altri, poi magari qualcuno risponde a qualcun altro, e qualcun altro ancora e diventa subito delirio di risposte e contro risposte e sorrisi e emoticons vari e … le comunicazioni all’inferno me le immagino proprio così: con un reply to all fuori controllo. allora la mia richiesta è semplice: cari sviluppatori, potreste far comparire un pop up quando si clicca sull’icona del rispondi a tutti sul quale ci sia scritto: SEI PROPRIO SICURO CHE QUELLO CHE STAI SCRIVENDO SIA DI INTERESSE PER TUTTI??? proprio così, a lettere maiuscole, gridato. magari qualcuno capisce che sta facendo e si ricrede, anche se sono convinta che i più continueranno perché non hanno proprio idea di che cosa stanno facendo (l’analfabetismo digitale, signora mia). poi il sogno è che nel futuro il client sia in grado di comprendere le risposte e impedisca proprio di cliccare sull’icona della risposta a tutti (oppure più semplicemente che il mittente possa disattivare la funzione, come l’opzione richiedi conferma di lettura).
in tutto ciò, in ultimo, la domanda sorge spontanea: considerando che intorno a me conto molte più persone che non sanno usare, se non in modo assolutamente elementare e acritico, gli strumenti digitali (docenti universitari compresi), ma quando parliamo di smart cities e superamento del digital divide, di che parliamo???

Pubblicato in #cassandrate, internet | Contrassegnato , | Lascia un commento

Coccola o vizio?

Nel negozio Venchi di To PN hanno iniziato a produrre nuovamente la granita all’anguria, #sapevatelo
Per me grande, grazie ;D

Pubblicato in blog | Lascia un commento

Il sorriso di Anna

alle 14 di ieri il suo cuore ha cessato si battere. un ictus, mentre mangiava, lunedì scorso. una settimana di tempo per permettere a chi rimane di abituarsi, accettare, … difficile. perché anche se credi, anche se speri, chi muore lascia un vuoto.
e Anna lascia molti vuoti, a giudicare dalla chiesa stracolma.
io non la conoscevo bene, ma conoscevo il suo sorriso, un sorriso timido, riservato, dolcissimo, che partiva dagli occhi e le illuminava la figura, il sorriso con cui mi salutava sempre, con cui mi chiedeva notizie dei ragazzi, o di mia suocera.
da poco tempo avevamo iniziato a darci del tu e il buongiorno era diventato ciao, sempre con il sorriso.
non ci parlavamo, spesso, io e Anna. ma ci sorridevamo molto.
ed è quel sorriso che custodirò dentro di me, come parte di lei in me, il sorriso con cui la ricorderò e che voglio credere continui ad illuminarle gli occhi anche ora, angelo fra gli angeli.

Pubblicato in politica, storie dal borgo | Lascia un commento